Storia e sviluppi

1996-’97: il “Progetto Genitori”

Nell’anno scolastico 1996-’97 nel Circolo Didattico di Fauglia furono avviate le prime attività per i genitori. Lo scopo era principalmente “formativo”: i gruppi di genitori che via via si costituivano nei plessi infatti riflettevano e discutevano sotto la guida di esperti su vari problemi connessi al ruolo del genitore e in particolare al rapporto comunicativo con i figli.

Il progetto che ci aveva permesso di istituire i corsi era il “Progetto Genitori” dell’Educazione alla Salute, finanziato dal Ministero; gli esperti erano per lo più operatori del Associazione Culturale e Solidale “Crescere Insieme”.

Alla fine di questa prima esperienza furono individuati alcuni punti di criticità rispetto alle nostre proposte:

1. la durata delle attività (4 o 5 incontri) era inadeguata agli obiettivi che ci eravamo proposti e non era chiaramente sufficiente affinché l’istituzione scolastica mantenesse un rapporto costante con i gruppi;

2. la scuola offriva sì un’opportunità di formazione a questi genitori, ma non era direttamente coinvolta dal punto di vista operativo: in poche parole non era prevista la partecipazione degli insegnanti agli incontri, se non in maniera del tutto volontaria;

3. le risorse finanziarie a disposizione erano insufficienti a coprire le esigenze di tutto il territorio (il Circolo comprendeva allora sei plessi di Scuola Elementare e sei di Scuola dell’Infanzia), quindi i corsi erano stati istituiti in punti “strategici”, per dare modo ai vari utenti di poter raggiungere le sedi, non senza difficoltà;

4. il numero dei genitori coinvolti era relativo, in quanto i gruppi potevano essere formati al massimo da venti persone.

Contemporaneamente alla proposta rivolta ai genitori, nello stesso anno la scuola aveva partecipato al progetto TO.DI. , con un intervento di formazione per i docenti e la somministrazione di un questionario agli alunni delle quarte elementari dei plessi di Cenaia e Fauglia.

L’attivazione di momenti di riflessione, discussione e programmazione di azioni da parte dei consigli di interclasse dei docenti per modificare le situazioni critiche sulla base dei dati risultanti dal questionario ci è sembrato un procedimento utilissimo, e abbiamo così pensato di renderlo “routine”.

1997-’98: “Fuori dal guscio”

La profonda convinzione dell’utilità di coinvolgere sempre più i genitori e avvicinarli alla scuola in un clima di fiducia e operosità, sostenuta anche dai dati socio-culturali del territorio (indagine IRPET e indagine sul titolo di studio dei genitori dei bambini iscritti), ci ha stimolato alla ricerca di nuove strade e nel 1997/98 è nato “Fuori dal guscio”, un progetto rivolto ai genitori e finanziato grazie ai Piani Integrati di Area (PIA) , quindi condiviso con le Amministrazioni dei cinque Comuni compresi nel territorio della Direzione Didattica.

Il Passaggio da una gestione esclusivamente “scolastica” ad una gestione “integrata” delle attività per e con i genitori ha permesso quindi una crescita a livello culturale anche degli Enti Locali coinvolti, che fino ad allora avevano utilizzato i fondi P.I.A. per lo più per interventi di tipo strutturale (trasporti, mense, ecc. ) o in taluni casi anche didattico ( seconda Lingua nelle scuole Medie), ma sempre rivolti all’utenza “alunni”. Questo ampliamento dell’orizzonte di possibili interventi riguardo alla formazione dei genitori da parte delle Amministrazioni è stato un piccolo-grande passo verso quella che sarebbe diventata poi l’”Offerta Formativa” a livello interistituzionale.

In questa fase c’è stata di grande aiuto la collaborazione stabile con l’Osservatorio Scolastico Provinciale, che ci ha per la prima volta permesso di individuare un legame tra il nostro progetto e il fenomeno della dispersione scolastica: dai dati dell’Osservatorio si poteva individuare infatti una stretta relazione tra titolo di studio dei genitori (in particolare della madre) e dispersione scolastica.

Il nostro intento quindi era non solo quello di aprire la scuola ai genitori, ma di coinvolgere nelle attività in maniera particolare i genitori “ a rischio”: questo sarebbe stato possibile solo coinvolgendo direttamente nelle azioni anche gli insegnanti.

Sono nati così i “Laboratori del fare e del pensare con e per i genitori”: Fuori dal Guscio. Questi laboratori si proponevano di stabilire relazioni “forti” fra docenti e genitori per conoscersi, collaborare, incontrarsi, comunicare, progettare, operare e dare la possibilità ai genitori di usufruire degli spazi scolastici e di attività rivolte specificatamente agli adulti. A differenza di quanto era accaduto fino ad allora, i laboratori avevano queste caratteristiche:

1. erano “permanenti”, in quanto aperti tutto l’anno scolastico, con cadenza settimanale o quindicinale, con orario pomeridiano o serale secondo le esigenze dei genitori;

2. le attività che vi si svolgevano erano condotte dagli Insegnanti dei vari plessi (che “ritagliavano” a turno le ore necessarie dal monte ore delle compresenze in quanto i P.I.A. non prevedono il finanziamento di tale attività se non svolte da esperti esterni all’Amministrazione), e da alcuni esperti esterni;

3. le attività che si svolgevano erano scelte sulla base delle proposte dei genitori;

4. i genitori che partecipavano erano più numerosi, grazie all’apertura dei laboratori in tutti i plessi.

Le attività svolte nei laboratori spaziavano da quelle esclusivamente operative ad altre a carattere prettamente formativo.

I genitori che partecipavano alle attività avevano senza dubbio sviluppato una visione più informata e partecipativa del “sistema” scuola e avevano migliorato la loro formazione.

Proseguiva intanto anche l’indagine e la conseguente attivazione di azioni mirate del progetto TO.DI., proposto in tutte le classi delle scuole elementari e nella sezione dei cinque anni della scuola dell’Infanzia di Ceppaiano.

1998-’99: nasce SP.OR.A.

Nel 1998/99 e per l’anno scolastico 1999/2000, grazie ai finanziamenti del Progetto SP.OR.A., i laboratori del fare e del pensare hanno potuto usufruire di risorse più consistenti che hanno consentito un intervento di tipo formativo rivolto agli insegnanti conduttori delle attività e la copertura di una parte delle spese derivate dalle ore di straordinario che i docenti svolgevano con i genitori.

I laboratori sono così diventati luoghi di incontro e relazione dove, attraverso la condivisione delle informazioni e la cooperazione fra docenti e genitori, è stato possibile in alcuni casi anche mettere in atto iniziative in orari e spazi extrascuola.

Con il progetto SP.OR.A. i laboratori hanno assunto in pieno la funzione di intervenire su una criticità specifica del contesto territoriale, che è quella relativa alla situazione socio-culturale dei genitori, che è dimostrato abbia un forte legame con l’insuccesso scolastico.

Nell’ottica della prevenzione della dispersione l’Istituto ha potuto integrare all’azione rivolta ai genitori, oltre l’intervento già citato per la riduzione dei casi di demotivazione legati alla situazione ambientale e relazionale (il programma TO.DI. è stato rielaborato ed esteso anche alle classi di scuola media), uno specifico intervento per l’individuazione e il recupero precoce (fin dalla prima classe elementare) dei soggetti con difficoltà di lettoscrittura: uno specifico programma sulle competenze linguistiche, volto alla riduzione del numero dei bambini che rappresentano la cosiddetta “zona grigia” tra normalità ed handicap, denominato “Einstein”

Quest’ultimo è stato svolto nell’anno scolastico 1998/1999 in collaborazione con l’Istituto “Matteotti” di Pisa, grazie all’intuizione e alla disponibilità dei docenti Pino Rossi e Paolo Berruti, e con la consulenza dell’Associazione Italiana Dislessia di Bologna.

Il modello teorico dell’Istituto riunisce ed integra le azioni rivolte ai genitori e ai bambini in un unico progetto contro la dispersione:

Lavorare “per” e “con” i genitori è una delle scelte culturali che sostanzia il Piano dell’Offerta Formativa di questo Istituto.

Diverse ed articolate sono le azioni che il Collegio dei Docenti, i Consigli di Classe, il Consiglio di Istituto hanno attivato, nel corso di questi ultimi anni scolastici, per rendere educativamente forte la comunicazione scuola famiglia.

E le azioni vanno dall’apertura in ogni scuola dell’infanzia, elementare e media di bacheche informative “dei genitori”, all’articolazione di attività con bambini e adulti dentro le scuole fino alla formazione dei docenti sulla Comunicazione Nonviolenta fra scuola e genitori.

I laboratori del “fare e del pensare” aperti settimanalmente o quindicinalmente in tutte le scuole dell’Istituto rappresentano l’idea e il fatto culturalmente e pedagogicamente più significativo.

Il laboratorio è il luogo, lo spazio fisico nel quale in gruppo e con lo stimolo di un educatore (sia esso un docente della scuola o un esperto esterno) si discute, si progetta, si opera e ci si incontra per parlare degli atti e dei fatti che scandiscono la crescita dei nostri figli e nello stesso tempo si lavora per costruire “La Pigotta dell’Unicef”, il mercatino delle Cooperative “Le Formiche” e “Amico”, il testo delle storie da registrare su nastro e da regalare ai ragazzi.

Gli obiettivi educativi che sostengono la scelta di finalizzare, ormai da anni, le risorse finanziarie dei Piani Integrati d’Area nelle attività con i genitori sono:

1. Stabilire relazioni “forti” tra docenti e genitori per conoscersi, collaborare, comunicare, progettare, operare;

2. Dare ai genitori la possibilità di acquisire maggiori informazioni sulle attività dei figli a scuola;

3. Usufruire di spazi scolastici e di attività rivolte specificatamente agli adulti.

Di fatto nei laboratori del fare e del pensare, nel corso di questi anni di attività, si sono realizzate e/o sono in atto azioni che si configurano come iniziative di educazione permanente per gli adulti: corsi di inglese, corsi di computer, corsi di teatro ecc.

Sviluppi del progetto all’interno delle scuole dell’Istituto

Forti dei risultati ottenuti e certi di poter migliorare ancora, abbiamo integrato il progetto nel corso dell’anno scolastico 2000/01 con tre importanti azioni che in parte sono sviluppate anche nell’anno scolastico 2001/02:

1) La formazione di un gruppo di docenti che diventano stabilmente gli animatori dei gruppi di genitori nei laboratori.

Nel corso degli anni i laboratori sono stati integrati con attività che favoriscono la relazione comunicativa non violenta tra genitori-figli: alle attività prettamente corsuali ( l’inglese, lo spagnolo, il computer ) si sono affiancati incontri che, partendo dalle occasioni del “fare”, hanno offerto spazi al “pensare” e al “comunicare”.

Per rendere continuativo questo lavoro e per non ricorrere sempre agli esperti abbiamo attivato un percorso di formazione per alcuni docenti interessati a diventare “facilitatori della comunicazione”. L’attività di formazione dei docenti - ancora in atto in forma periodica - si aprirà anche a quei genitori che intendono diventare animatori di altri gruppi di genitori.

2) La formazione di tutti i docenti dell’Istituto per l’acquisizione di competenze in materia di comunicazione interpersonale e organizzativa;

Le azioni attivate da anni dall’Istituto allo scopo di formare un tessuto denso di rapporti positivi non solo tra i docenti e gli alunni, ma anche tra i docenti e tra i docenti e i genitori, hanno prodotto la scelta di dedicare una importante parte del monte-ore di formazione degli insegnanti alla COMPETENZA COMUNICATIVA intesa come STRUMENTO DELLA RELAZIONE EDUCATIVA.

Questo perché il rapporto comunicativo positivo tra scuola – famiglia va oltre le attività realizzate nei laboratori e interessano la gestione dei rapporti “formali”(assemblee, colloqui, messaggi, ricevimento, ), e quella “informale” degli incontri fuori della classe (corridoi, entrata/uscita, eventi, ) cioè l’intero mondo delle relazioni dentro la scuola.

Tutto il collegio, suddiviso in gruppi con la guida di un esperto, ha fatto riflessioni sulla particolare realtà comunicativa “scuola - famiglia” a partire dalla consapevolezza che i genitori sono risorsa e non controparte. I docenti hanno cercato di riflettere sui processi da attivare per rendere stabilmente positiva la relazione tra i soggetti sociali che stanno accanto ai bambini e alle bambine durante la loro crescita.

Il “Manifesto per genitori e docenti” è il risultato del lavoro svolto in esso si esplicitano le attività della scuola e della famiglia a sostegno del percorso formativo di bambine e bambini, ragazzine e ragazzini. Dall’esigenza condivisa di stimolare i genitori a mettere in atto comportamenti che possono facilitare il rapporto dei figli con la scuola, è nata un’altra importante scelta: attivarsi in prima persona come docenti per rendere possibile l’attuazione di quei comportamenti. Con questo documento tutti i docenti dell’Istituto si impegnano a mettere in pratica nella quotidianità azioni concrete a sostegno dei genitori.

Nella costruzione del Manifesto - affisso in tutte le scuole, consegnato a tutti i genitori dei bambini frequentanti e da questo anno scolastico 2001/2002 anche ai genitori dei bambini frequentanti per la prima volta - hanno contribuito anche alcuni gruppi di genitori attraverso la metodologia del focus-group.

3) Il progetto “Zerotré”, dedicato ai genitori dei bambini piccolissimi.

Al progetto “Zerotré”, sono interessati i genitori dei bambini nati dall’anno 1999 in poi; esso consiste nell’attivare “corsi di formazione per i genitori dell’area su temi specifici della fascia di età dei bambini da uno a tre anni” ( i giocattoli, l’alimentazione, le regole ecc ). Il progetto concordato e finanziato dagli Enti Locali serve ad avviare il percorso di prevenzione piuttosto che di cura alla dispersione scolastica convinti sempre più della necessità di attivare azioni positive con i genitori fin da quando i bambini sono piccolissimi. Anche la pubblicazione dell’opuscolo “Genitori informazione” è nata dall’esigenza di coinvolgere i genitori dei bambini piccolissimi in un intervento educativo a sostegno del percorso formativo dei figli, perché siamo convinti che le “buone prassi educative” debbano iniziare dal momento della nascita di un figlio e che la scuola, in qualità di agenzia di formazione istituzionale, non possa trascurare un compito così importante. Il libricino è rivolto ai genitori dei bambini da zero a tre anni, ma utile anche per chi ha figli più grandicelli, è uno strumento semplice e di facile lettura che propone in modo chiaro azioni educative che ogni genitore può mettere in pratica per favorire la crescita di bambini sani, autonomi, creativi, non violenti.

Qualche dato quantitativo a conferma della qualità del lavoro.

Il monitoraggio dell’autonomia voluto dal ministero pubblica Istruzione ed effettuato dall’IRRE Toscana anche in questo Istituto Comprensivo nell’anno scolastico 2000/2001 ci restituisce un apprezzamento da parte dei genitori di grado alto, la relazione dei superiori riporta testualmente: “ i genitori apprezzano l’organizzazione e la gestione complessiva della scuola, la professionalità dei docenti, l’impegno nei confronti degli alunni in difficoltà, apprezzano la flessibilità metodologica e didattica che cerca di superare le difficoltà logistiche, le attività svolte coinvolgendo i genitori nei laboratori” . Non solo; per arrivare ad una valutazione di qualità, gli esperti hanno fatto un focus group con alcuni genitori ma hanno anche proposto la somministrazione ad un campione di 50 genitori un questionario raggruppando le risposte rispetto a tre macroindicatori indicati dal Ministero: la responsabilità, la flessibilità, l’integrazione.

Il campione dei genitori scelto nelle tredici scuole dell’istituto ha risposto VALORE ALTO per tutti e tre i macroindicatori.

Un’ulteriore piccola conferma numerica della bontà della scelta culturale, pedagogica e didattica fatta dal collegio dei docenti e codificata nel piano dell’offerta formativa dell’Istituto.

4) Patto formativo scuola famiglia sottoscritto dai genitori e dai docenti nelle prime classi elementari e nelle prime classi della scuola media.

Lo sviluppo del modello teorico- pratico nella rete territoriale costruita dall’Istituto.

Anno scolastico 2001/2002

1. Il progetto “ L’Educazione Permanente per essere Bravi Genitori”: misura C4 del Fondo Sociale Europeo;

2. Il progetto sul piano sociale di zona area Valdera “Un Tramaglio in Valdera”;

3. “Einstein” nelle scuole di Lucca ( implementazione da parte di questo Istituto del progetto relativo ai ragazzi in alcune scuole della provincia di Lucca).

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