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Il Progetto Einstein

Svolto in collaborazione con l’Associazione Italiana Dislessia di Bologna, diretta dal prof. Giacomo Stella, il progetto parte da questa ipotesi: intervenendo nella fase di acquisizione, variabile da caso a caso, delle strumentalità di scrittura e lettura, è possibile ridurre e, con opportune strategie di tipo lessicale, anche superare eventuali difficoltà proprie di disturbi specifici, quali ad esempio la dislessia.

E’ chiaro che la precocità dell’intervento, là dove sono state individuate criticità, è essenziale per la riduzione dei casi di disagio scolastico: è stato dimostrato che quando in terza elementare, ad esempio, un bambino è in grado di leggere meno di una sillaba al secondo, le sue possibilità di arrivare in terza media superando la soglia delle due sillabe sono meno del due per cento.

La diagnosi di questo disturbo può essere fatta dopo i due primi anni di scuola, ma per l’intervento di recupero la scuola non può sprecare tempo utile e quindi, quanto prima viene individuata la difficoltà, quanto prima si evitano le conseguenze, che possono essere rappresentate dai ritardi negli apprendimenti (impatto scolastico) fino ad arrivare a disturbi relazionali importanti (impatto sociale).

Per l’attuazione del programma specifico abbiamo condiviso e seguito i suggerimenti dei docenti Rossi e Berruti dell’Istituto Professionale “Matteotti” di Pisa con cui abbiamo sottoscritto una convenzione nell’anno scolastico 1998/’99, che avevano curato l’attuazione del progetto in più scuole, e le indicazioni dell’équipe del prof. Stella, grazie ad un convenzione stipulata direttamente con l’Associazione Italiana Dislessia, a partire dall’anno scolastico 1999/2000.

Attraverso un semplice test è stato possibile individuare la fase del processo di crescita in cui si trovano i bambini; elaborando appositi materiali di recupero e attuando forme di intervento individualizzato è stato possibile dare ad ogni bambino individuato come soggetto a rischio la possibilità di superare l’ostacolo; solo quando questo tipo di intervento non ha dato risultati, è stato necessario segnalare i casi ad équipes mediche specializzate, per interventi mirati.

Il laboratorio di studio e ricerca dei docenti

( collegata al progetto Einstein)

Fondamentale per la realizzazione del progetto è stata la costituzione di un gruppo stabile di docenti, denominato “Laboratorio di studio e di ricerca”, che si è riunito regolarmente presso il Centro di Documentazione Pedagogica “Gianni Rodari”, a Pontedera.Lo scopo del laboratorio era ed è quello di elaborare e produrre autonomamente, con il supporto teorico di materiali di studio sia suggeriti dal gruppo del Prof. Stella sia ricercati dagli stessi docenti, strumenti utili per la strutturazione del percorso nelle classi, dal punto di vista organizzativo e didattico (dalla somministrazione delle prove, alla correzione nel gruppo, al recupero, alla verifica e alla valutazione dell’intero percorso).Nel ‘99/2000 il gruppo di studio e ricerca era composto da docenti referenti di tutte le scuole della rete partecipanti alla sperimentazione; nell’anno successivo la proposta è stata estesa anche alle scuole che erano state fino ad allora seguite dal Centro di Supporto all’Autonomia per la zona di Pontedera. All’interno dell’Istituto Comprensivo è attivo tuttora un gruppo autonomo collegato al laboratorio di rete.La rappresentatività delle istituzioni scolastiche ha garantito il collegamento ai singoli Collegi dei Docenti, ha favorito la disseminazione delle proposte scaturite dal gruppo centrale anche a livello metodologico e didattico, ha garantito lo scambio e il confronto di procedure organizzative e ha reso possibile la messa in circolo di idee e di materiali comuni.Dopo un primo breve periodo di informazione/formazione sugli obiettivi del progetto e di conoscenza tra i membri del gruppo, tra tutti i componenti è nata una sorta entusiasmo positivo che ha prodotto l’elaborazione anche creativa di strumenti di supporto alle attività, ma non solo: nello spazio laboratorio è stato possibile confrontarsi sui metodi individuali utilizzati per l’insegnamento della lettura e della scrittura, fino a condividere l’efficacia del metodo dell’accesso fonologico, che parte dalla decifrazione delle lettere di una sillaba fino ad arrivare alla fusione delle sillabe che formano le parole; nel laboratorio, con il confronto dei dati delle esperienze, sono scaturite considerazioni sull’uso dei caratteri (stampato maiuscolo, minuscolo, script, corsivo) e sull’efficacia dell’utilizzo del carattere più semplice per la scrittura, lo stampato maiuscolo, almeno fino a quando i bambini non hanno raggiunto a pieno la competenza fonologica, evitando loro inutili fatiche che non influiscono sull’obiettivo da raggiungere; il laboratorio ha anche prodotto una ricerca sui libri di testo in uso per la prima classe elementare, allo scopo di rendere l’adozione dei testi da parte degli insegnanti il più coerente possibile con i principi condivisi.

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I componenti del gruppo hanno potuto discutere sulle possibili forme organizzative dei momenti di recupero per i bambini in difficoltà, partendo dalla considerazione che, per la particolarità del progetto, sono necessari esercizi-gioco individualizzati, di breve durata, a cadenza ravvicinata. Non sempre è possibile coniugare queste caratteristiche con la struttura organizzativa dei vari plessi: in genere abbiamo constatato che il recupero, in senso generale, viene svolto una, due ore consecutive per settimana, quando i docenti sono in compresenza e/o è presente l’insegnante di sostegno; è stato difficile proporre e ottenere di dedicare ogni giorno dieci/venti minuti alle esercitazioni individualizzate. Il modello efficace si è potuto mettere in pratica solo nelle situazioni in cui il team di docenti, meglio se il gruppo di plesso, è stato coinvolto positivamente e si è reso consapevole dell’utilità dell’azione proposta condividendone completamente gli obiettivi, e usufruendo della possibilità di adottare forme di flessibilità.

Il progetto TO.DI.

(Toscana Dispersione)

La sperimentazione del programma TO.DI. nelle scuole dell’Istituto è iniziata nel ‘96/’97 quando, su proposta dell’IRRSAE Toscana e del Provveditorato, è stato somministrato per la prima volta il questionario agli alunni delle seconde e delle quarte elementari dei plessi di Cenaia e Fauglia. L’intervento è proseguito negli anni successivi in tutte le classi delle scuole elementari e, nel 1999/2000 anche nelle scuole medie.

La prima stesura del questionario, elaborata dal gruppo provinciale, era rivolta ad un campione eterogeneo e generalizzato (scuole dell’intera provincia); dalle discussioni seguite alla diffusione dei risultati nei consigli di interclasse e di classe è emersa la necessità di una seconda stesura “personalizzata”, a cura dei docenti F.O. dell’Istituto e sotto il controllo degli “ispettori amici critici”, per modellizzarlo alla situazione particolare delle scuole del nostro ambito territoriale: il nuovo modello per le scuole elementari è stato proposto per la prima volta nell’anno scolastico 1999/2000 agli alunni delle prime medie.

Abbiamo voluto suddividere il questionario in tre macroindicatori:

  • il vissuto emotivo,
  • i rapporti interpersonali,
  • il gradimento delle attività,

perché l’intervento a livello qualitativo conseguente alla lettura dei risultati fosse il più possibile mirato alla criticità osservata e anche per facilitare la lettura dei dati ai consigli di classe.

La lettura dei dati forniti dal questionario ci ha permesso di delineare sia la situazione del singolo alunno, sia la situazione generale della classe.

L’azione che ne è seguita è stata la riflessione sui risultati dal punto di vista dell’attenzione all’alunno e dal punto di vista della proposta della scuola: argomento delicato, quest’ultimo, ma fondamentale per garantire la condivisione di responsabilità circa il benessere o il disagio della classe e la programmazione di interventi volti a modificarne il “clima” educativo, anche mettendosi in gioco e rivisitandosi.

Gli indicatori per le correlazioni tra i tre progetti

La difficoltà dei progetti che vogliono affrontare “la dispersione scolastica” sta spesso nella individuazione di indicatori validi e della loro “misura” prima, durante e dopo l’intervento didattico, così da valutare l’efficacia di quest’ultimo ed avere i dati per attivare eventuali correttivi.

Nei tre progetti qui delineati, tutti orientati a prevenire l’allontanamento dei ragazzi da scuola ( laboratori del fare e del pensare per e con i genitori. TO.DI., Einstein ) il gruppo di ricerca – sviluppo di SP.OR.A. ha provato a correlare una serie di variabili scelte all’interno di ogni singolo progetto: il sesso, il titolo di studio dei genitori, il giudizio globale sulla scheda di valutazione, il punteggio ottenuto nel questionario TO.DI., il punteggio delle prove Einstein, la frequenza dei genitori ai laboratori.

Tutto questo per riflettere sulla qualità degli interventi effettuati e prospettarne lo sviluppo per migliorare la qualità delle prestazioni scolastiche dei singoli bambini e delle classi.

Le variabili sono generalmente di tipo non numerico, ma per poterle correlare tra loro abbiamo attribuito dei valori numerici ad ogni caratterizzazione che esse possono assumere. Tali scale numeriche seguono tutte il criterio che i valori più alti corrispondono a maggiore probabilità di successo dell’alunno: nel caso del sesso, ad esempio, le femmine hanno coefficiente 2 mentre i maschi hanno coefficiente 1 perché le prime hanno statisticamente maggior successo scolastico dei secondi; nel caso del titolo di studio dei genitori, maggiore è il titolo, maggiore è il punteggio perché maggiore è la probabilità di successo dei figli.

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I primi risultati nell'Istituto Comprensivo "G. Mariti"

Variazione "lettoscrittura" rispetto a Patecipazione dei genitori ai laboratori

Con le precauzioni statistiche di cui si è accennato nei precedenti paragrafi, i risultati della rilevazione svolta alla fine del progetto SP.OR.A sono di stimolo a continuare e sviluppare ulteriormente il lavoro svolto.

I dati di questo istogramma sembrano indicare un legame positivo tra la partecipazione dei genitori ai laboratori scolastici e superamento delle difficoltà di lettoscrittura degli alunni. Si osservi infatti che nel tempo gli alunni che sono migliorati sono quasi il doppio nel caso di genitori che partecipano rispetto a coloro che non partecipano. Coerentemente coloro che invece sono peggiorati sono la metà se i genitori partecipano ai laboratori, rispetto a coloro che non partecipano.

Sviluppi del progetto all’interno delle scuole dell’Istituto

Forti dei risultati ottenuti e certi di poter migliorare ancora, abbiamo integrato il progetto nel corso dell’anno scolastico 2000/01 con tre importanti azioni che in parte sono sviluppate anche nell’anno scolastico 2001/02:

I. La formazione di un gruppo di docenti che diventano stabilmente gli animatori dei gruppi di genitori nei laboratori

Nel corso degli anni i laboratori sono stati integrati con attività che favoriscono la relazione comunicativa non violenta tra genitori-figli: alle attività prettamente corsuali ( l’inglese, lo spagnolo, il computer ) si sono affiancati incontri che, partendo dalle occasioni del “fare”, hanno offerto spazi al “pensare” e al “comunicare”.

Per rendere continuativo questo lavoro e per non ricorrere sempre agli esperti abbiamo attivato un percorso di formazione per alcuni docenti interessati a diventare “facilitatori della comunicazione”. L’attività di formazione dei docenti - ancora in atto in forma periodica - si aprirà anche a quei genitori che intendono diventare animatori di altri gruppi di genitori.

II. La formazione di tutti i docenti dell’Istituto per l’acquisizione di competenze in materia di comunicazione interpersonale e organizzativa;

Le azioni attivate da anni dall’Istituto allo scopo di formare un tessuto denso di rapporti positivi non solo tra i docenti e gli alunni, ma anche tra i docenti e tra i docenti e i genitori, hanno prodotto la scelta di dedicare una importante parte del monte-ore di formazione degli insegnanti alla COMPETENZA COMUNICATIVA intesa come STRUMENTO DELLA RELAZIONE EDUCATIVA.

Questo perché il rapporto comunicativo positivo tra scuola – famiglia va oltre le attività realizzate nei laboratori e interessano la gestione dei rapporti “formali”(assemblee, colloqui, messaggi, ricevimento, ), e quella “informale” degli incontri fuori della classe (corridoi, entrata/uscita, eventi, ) cioè l’intero mondo delle relazioni dentro la scuola.

Tutto il collegio, suddiviso in gruppi con la guida di un esperto, ha fatto riflessioni sulla particolare realtà comunicativa “scuola - famiglia” a partire dalla consapevolezza che i genitori sono risorsa e non controparte. I docenti hanno cercato di riflettere sui processi da attivare per rendere stabilmente positiva la relazione tra i soggetti sociali che stanno accanto ai bambini e alle bambine durante la loro crescita.

Il “Manifesto per genitori e docenti” è il risultato del lavoro svolto in esso si esplicitano le attività della scuola e della famiglia a sostegno del percorso formativo di bambine e bambini, ragazzine e ragazzini. Dall’esigenza condivisa di stimolare i genitori a mettere in atto comportamenti che possono facilitare il rapporto dei figli con la scuola, è nata un’altra importante scelta: attivarsi in prima persona come docenti per rendere possibile l’attuazione di quei comportamenti. Con questo documento tutti i docenti dell’Istituto si impegnano a mettere in pratica nella quotidianità azioni concrete a sostegno dei genitori.

Nella costruzione del Manifesto - affisso in tutte le scuole, consegnato a tutti i genitori dei bambini frequentanti e da questo anno scolastico 2001/2002 anche ai genitori dei bambini frequentanti per la prima volta - hanno contribuito anche alcuni gruppi di genitori attraverso la metodologia del focus-group.

III. Il progetto “Zerotré” dedicato ai genitori dei bambini piccolissimi.

Al progetto “Zerotré”, sono interessati i genitori dei bambini nati dall’anno 1999 in poi; esso consiste nell’attivare “corsi di formazione per i genitori dell’area su temi specifici della fascia di età dei bambini da uno a tre anni” ( i giocattoli, l’alimentazione, le regole ecc ). Il progetto concordato e finanziato dagli Enti Locali serve ad avviare il percorso di prevenzione piuttosto che di cura alla dispersione scolastica convinti sempre più della necessità di attivare azioni positive con i genitori fin da quando i bambini sono piccolissimi. Anche la pubblicazione dell’opuscolo “Genitori informazione” è nata dall’esigenza di coinvolgere i genitori dei bambini piccolissimi in un intervento educativo a sostegno del percorso formativo dei figli, perché siamo convinti che le “buone prassi educative” debbano iniziare dal momento della nascita di un figlio e che la scuola, in qualità di agenzia di formazione istituzionale, non possa trascurare un compito così importante. Il libricino è rivolto ai genitori dei bambini da zero a tre anni, ma utile anche per chi ha figli più grandicelli, è uno strumento semplice e di facile lettura che propone in modo chiaro azioni educative che ogni genitore può mettere in pratica per favorire la crescita di bambini sani, autonomi, creativi, non violenti.

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Qualche dato quantitativo a conferma della qualità del lavoro.

Il monitoraggio dell’autonomia voluto dal ministero pubblica Istruzione ed effettuato dall’IRRE Toscana anche in questo Istituto Comprensivo nell’anno scolastico 2000/2001 ci restituisce un apprezzamento da parte dei genitori di grado alto, la relazione dei superiori riporta testualmente: “ i genitori apprezzano l’organizzazione e la gestione complessiva della scuola, la professionalità dei docenti, l’impegno nei confronti degli alunni in difficoltà, apprezzano la flessibilità metodologica e didattica che cerca di superare le difficoltà logistiche, le attività svolte coinvolgendo i genitori nei laboratori” . Non solo; per arrivare ad una valutazione di qualità, gli esperti hanno fatto un focus group con alcuni genitori ma hanno anche proposto la somministrazione ad un campione di 50 genitori un questionario raggruppando le risposte rispetto a tre macroindicatori indicati dal Ministero: la responsabilità, la flessibilità, l’integrazione.

Il campione dei genitori scelto nelle tredici scuole dell’istituto ha risposto VALORE ALTO per tutti e tre i macroindicatori.

Un’ulteriore piccola conferma numerica della bontà della scelta culturale, pedagogica e didattica fatta dal collegio dei docenti e codificata nel piano dell’offerta formativa dell’Istituto.

III. Patto formativo scuola famiglia sottoscritto dai genitori e dai docenti nelle prime classi elementari e nelle prime classi della scuola media (a partire dall'anno scolastico 2002-2003).

Lo sviluppo del modello teorico- pratico nella rete territoriale costruita dall’Istituto. Anno scolastico 2001/2002

1. Il progetto “ L’Educazione Permanente per essere Bravi Genitori”: misura C4 del Fondo Sociale Europeo;

2. Il progetto sul piano sociale di zona area Valdera “Un Tramaglio in Valdera”;

3. “Einstein” nelle scuole di Lucca ( implementazione da parte di questo Istituto del progetto relativo ai ragazzi in alcune scuole della provincia di Lucca).

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